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Rassegna Stampa

14 • 07 • 2021
Montalcino news

“Oggi è stata una giornata emozionante. Abbiamo avuto la possibilità di poter pedalare con gli staffettisti Enrico e Alessandro in questo tragitto che da Castiglion Fiorentino arrivava a Montalcino e l’energia di Alex Zanardi si respirava nell’aria e ci ha accompagnato per tutto il tempo. I ragazzi ci hanno dato un insegnamento di vita, ovvero quello di non mollare mai”. Così Lucia Bianchini commenta alla MontalcinoNews l’arrivo a Montalcino di “Obiettivo Tricolore”, la grande staffetta di Obiettivo 3 ideata un anno fa dal campione paraolimpico Alex Zanardi, che vede coinvolti come partner tecnici il Consorzio del vino Brunello di Montalcino e Ciacci Piccolomini d’Aragona, la cantina di Paolo e Lucia Bianchini, grandi amici di Zanardi e una comune passione per lo sport, il vino, la bellezza e la solidarietà. “Per me è stata un’emozione indescrivibile – aggiunge Paolo Bianchini – il tempo ci ha assistito, i ragazzi erano soddisfatti dell’accoglienza, sono sicuro che Alex sarebbe contento della giornata che abbiamo vissuto. Vorrei ringraziare l’eccellente lavoro che ha fatto il mio direttore commerciale, Mauro Zanca, tutto è nato da una sua idea, e la mia famiglia che mi ha dato una grande mano in tutto questo. Ringrazio poi l’amministrazione comunale e il Consorzio, col loro supporto questa iniziativa può solo crescere. E grazie anche alla MontalcinoNews per la promozione dell’evento. Il prossimo anno si rifarà e chissà che non ci sia una grande sorpresa. Speriamo, sarebbe fantastico”.

In Piazza del Popolo, nel centro storico di Montalcino, è avvenuto il passaggio di testimone da Enrico Fabianelli, partito da Castiglion Fiorentino assieme all’ex campione di ciclismo Daniele Bennati, ad Alessandro Cresti, atleta affetto da sclerosi multipla originario di Sinalunga, che chiuderà la tappa ad Orvieto. Presenti anche Stefania Platini, in rappresentanza del Comune di Montalcino, e il presidente e il direttore del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci e Michele Fontana, che hanno donato due bottiglie e un quadro con l’immagine che raffigura la piastrella celebrativa della vendemmia 2018 del Brunello di Montalcino, realizzata per “Benvenuto Brunello” 2019 da Zanardi, e la dedica che recita: “ad Alex Zanardi, con l’amicizia e la stima dei produttori di Montalcino”. Un omaggio che il Consorzio avrebbe consegnato al campione bolognese all’arrivo di tappa di “Obiettivo Tricolore” dello scorso anno.

“La tappa di “Obiettivo Tricolore” a Montalcino ci riempie di emozione e di orgoglio – sottolinea il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci – il nostro borgo medievale simbolo del Brunello in tutto il mondo diventa ancora una volta il palcoscenico di progetti meritevoli che esprimono il meglio del nostro essere italiani, come ci ha insegnato e dimostrato Alex Zanardi. Oggi lo ricordiamo con amicizia e affetto; sentimenti che lui stesso ci ha dimostrato nel 2019 quando realizzò la formella celebrativa dell’annata 2018. Oggi, ci uniamo a voi per fargli arrivare un grande messaggio di forza, la stessa che auguro a tutti voi, grandi atleti nello sport e nella vita”.

“Il Consorzio del Brunello e Ciacci Piccolomini d’Aragona ci hanno dato un importante sostegno in questa edizione, partecipando ai costi di allestimento di alcune tappe e alcuni villaggi - spiega Barbara Manni, cognata di Alex Zanardi e produttrice del docufilm “La grande staffetta”, già uscita nelle sale italiane e proiettata ieri sera da Ciacci Piccolomini d’Aragona al Teatro degli Astrusi di Montalcino, dove non ha raccolto però una grande adesione, fa sapere Lucia Bianchini  – abbiamo dialogato con il Consorzio e l’amministrazione comunale tramite Paolo Bianchini, nostro amico e grande sostenitore del progetto, e abbiamo trovato tanto calore e accoglienza. La tappa di oggi in un certo senso è simbolica. Abbiamo preferito non ripercorrere le stesse strade dello scorso anno”.

“Obiettivo Tricolore”, oltre 3.000 chilometri lungo il Belpaese attraversando 18 regioni con protagonisti 70 atleti di Obiettivo3, è partito il 4 luglio dal Trentino e si concluderà il 25 luglio in Sicilia. Tre staffette (una rossa, una bianca e una verde) sono scattate da tre punti diversi del Nord Italia e si sono riunite l’11 luglio a Bologna, città natale di Zanardi, per poi proseguire insieme verso sud. Stanno partecipando a questo grande viaggio personaggi come il Commissario Tecnico della Nazionale di ciclismo su strada Davide Cassani, il campione olimpico Paolo Baldini, l’alpinista Simone Moro, il triatleta Daniel Fontana e l’attore Paolo Kessisoglu. La campionessa paralimpica Giusy Versace è testimonial dell’evento.

12 • 07 • 2021
Montalcino news

Il coraggio e la passione di un grande uomo e di un campione di sport e di vita in un docufilm che racconta il viaggio da lui ideato come messaggio di speranza, e di ripartenza, nel momento in cui l’Italia stava uscendo dalla prima ondata Covid: ad Alex Zanardi è dedicata la pellicola “La grande staffetta”, già uscita nelle sale italiane e girata nei giorni che hanno preceduto lo scontro contro un automezzo sulla strada da Pienza a San Quirico d’Orcia, il 19 giugno 2020, mentre Zanardi stava percorrendo la staffetta tricolore in handbike di “Obiettivo 3”, il suo progetto di avviamento allo sport per atleti disabili con il sogno di conquistare le Paralimpiadi di Tokyo. L’arrivo di tappa avrebbe dovuto essere Ciacci Piccolomini d’Aragona, una delle cantine più prestigiose di Brunello di Montalcino, di proprietà di Paolo e Lucia Bianchini, grandi amici di Alex e una comune passione per lo sport, il vino, la bellezza e la solidarietà. E proprio Ciacci Piccolomini d’Aragona, domani, offrirà la visione gratuita del docufilm al Teatro degli Astrusi in Montalcino, anticipando così l’arrivo a Montalcino nella giornata successiva degli atleti di Obiettivo3 con la staffetta Obiettivo Tricolore 2021. Prima proiezione alle ore 19, seconda proiezione alle ore 21.15.

“La grande staffetta” racconta la lunga e impegnativa staffetta voluta per incontrare e rappresentare idealmente tutti gli italiani ed unire l’estremo Nord all’estremo sud della Penisola, in handbike, in bicicletta e in carrozzina olimpica. Un’iniziativa per ripetere il messaggio di speranza lanciato da Zanardi e da Obiettivo3, come ha ricordato anche il Capo dello Stato consegnando il tricolore agli atleti in partenza per le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Tokio. Per dimostrare che si possono superare le avversità e i limiti, per ribadire il valore dell’essere comunità, per dare un segno di speranza e allo stesso tempo di resistenza.

02 • 07 • 2021
Montalcino news

Oltre 3.000 chilometri lungo il Belpaese, attraversando 18 regioni per passarsi di mano quel testimone ricevuto lo scorso anno dal loro capitano, grande uomo e campione di sport e di vita. 70 atleti di Obiettivo3, il progetto di reclutamento e avviamento allo sport paralimpico avviato da Alex Zanardi nel 2017, in sella ad handbike, biciclette e carrozzine olimpiche, saranno i protagonisti della seconda edizione di “Obiettivo Tricolore”, la grande staffetta ideata un anno fa da Zanardi come messaggio di speranza, e di ripartenza, nel momento in cui l’Italia stava uscendo dalla prima ondata Covid. La corsa di Zanardi si fermò tragicamente in Val d’Orcia, nella tappa che prevedeva come sede d’arrivo Ciacci Piccolomini d’Aragona, una delle cantine più prestigiose di Brunello di Montalcino, di proprietà di Paolo e Lucia Bianchini, grandi amici di Alex e una comune passione per lo sport, il vino, la bellezza e la solidarietà. E anche Montalcino, che Alex Zanardi conosce molto bene, avendo firmato la piastrella celebrativa della vendemmia 2018 del celebre rosso a “Benvenuto Brunello” 2019. Proprio Montalcino sarà tappa della seconda edizione, il 14 luglio, quando verrà organizzato un evento in Piazza del Popolo, nel cuore della città (dalle ore 12.30 alle ore 14) in collaborazione con il Consorzio del vino Brunello di Montalcino, partner tecnico della manifestazione assieme a Ciacci Piccolomini d’Aragona. Sempre e comunque con Alex nel cuore.

“Obiettivo Tricolore” partirà il 4 luglio dal Trentino e si concluderà il 25 luglio in Sicilia. Tre staffette (una rossa, una bianca e una verde) scatteranno da tre punti diversi del Nord Italia e si riuniranno l’11 luglio a Bologna, città natale di Zanardi, per poi proseguire insieme verso sud. Parteciperanno a questo grande viaggio anche personaggi come il Commissario Tecnico della Nazionale di ciclismo su strada Davide Cassani, il campione olimpico Paolo Baldini, l’alpinista Simone Moro, il triatleta Daniel Fontana e l’attore Paolo Kessisoglu. La campionessa paralimpica Giusy Versace sarà testimonial dell’evento, che verrà seguito anche da Sky Sport.

30 • 06 • 2021

CIACCI PICCOLIMINI D’ARAGONA Brunello di Montalcino, annata 2016 Veste rosso granato. Naso avvolgente, intenso e vario con profumi di ciliegia, lievi di pepe nero e noce moscata. Seguono lievi note di caramella dura di rabarbaro, grafite, intense di amido spray su panno caldo, lievi di tamarindo, per terminare con echi di note balsamiche e dolci. Il corpo è medio ed il vino è sapido. Buon equilibrio gustativo con una non percettibile massa alcoolica perchè dominata, dalla freschezza e dai tannini. Questi ultimi sono dolci, spessi, larghi(5/6+) inizialmente vellutati per poi nel finale asciugare, lievemente, la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza gustativa. (93/100)

CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONA Brunello di Montalcino Pianrosso, annata 2016 Colore rosso granato. Bicchiere straripante di profumi di pepe nero, noce moscata, nocciolina tostata, olio di lino, intensi di grafite, menta, eucalipto, mobile di sagrestia, incenso, erbe mediterranee, terra bagnata, tamarindo e amido spray su panno caldo. Prosegue questo piacevolissimo percorso olfattivo con note di pelle in fine lavorazione di conceria, rosmarino, alloro, salvia, vernice ad olio, per terminare con sussurri di pomodoro pelato. Al palato si evidenzia una piacevole sapidità e mineralità ed un corpo medio. Vino ben equilibrato con in risalto sulla massa alcoolica la freschezza ed i tannini. Questi ultimi sono dolci, abbastanza larghi (5/6+) inizialmente vellutati per poi asciugare lievemente la gengiva superiore. Lunga è la sua persistenza gustativa. Naso sicuramente, per me, superiore al gusto. (94/100)

CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONA Brunello di Montalcino “PIANROSSO” Riserva, annata 2015 Rosso granato con bordo aranciato. Naso ammaliante con profumi di erbe medicinali, intensi di caramella di rabarbaro, arancia candita, tamarindo, amido del panno caldo, menta, eucalipto, vernice ad olio, per terminare con sospiri di pot pourri. Sapido e minerale con corpo medio. Vino ben equilibrato con massa alcoolica messa a tacere dalla freschezza e dai tannini. Questi ultimi sono dolci, larghi (6/6--) e vellutati. Lunga è la sua persistenza gustativa. (95/100)

CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONA Rosso di Montalcino, annata 2019 Robe rosso granato con fine bordo aranciato. Olfatto caratterizzato da profumi di intensa menta, eucalipto, ciliegia, pepe nero, noce moscata, lievi di stringa di liquirizia e di caramella di rabarbaro, rosmarino, lievemente verdi, amido per stirare (appretto), per terminare con sussurri di nocciola tostata. Al palato evidenzia un corpo medio con lieve sapore amaro che ricorda il rabarbaro. Vino equilibrato tra alcool e freschezza. I tannini sono dolci, poco larghi (4/6++), inizialmente vellutati per poi nel finale far asciugare e bruciare, lievemente, la gengiva superiore. Lunga persistenza gustativa. Migliore all’olfatto che al gusto. (89/100)

CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONA ROSSOFONTE Rosso di Montalcino, annata 2018 Rosso granato con fine bordo aranciato. All’olfatto profumi di caramella di rabarbaro, panno caldo inamidato, liquirizia, olio di lino, menta, eucalipto, ciliegia, caramella dura di orzo, mela rossa, mobile di sagrestia, incenso, vaniglia, per terminare con ricordi di rosmarino. Bocca sapida e minerale e con sapore di ciliegia. Corpo medio. Vino ben equilibrato con massa alcoolica messa a tacere dalla freschezza. Tannini dolci e larghi (5/6--), inizialmente vellutati per poi asciugare, lievemente, la gengiva superiore. Lunga persistenza gustativa intensa con finale di lieve rabarbaro. Vino nell’insieme piacevole con una bella beva. (91/100)

28 • 05 • 2021
VINONEWS24

Sei interpretazioni del vitigno-simbolo del territorio montalcinese per una cantina che rappresenta un’icona di storia e qualità (con punteggi altissimi).

 

Le colline a sud-est di Montalcino e il borgo medievale di Castelnuovo dell’Abate, con la vicina abbazia romanica di Sant’Antimo fanno da sfondo alla Tenuta Ciacci Piccolomini d’Aragona, riferimento storico per la produzione del Brunello. Su un’area di 220 ettari, di cui 56 occupati da vigneti e 40 da oliveti, la famiglia Bianchini – con Paolo e la sorella Lucia in prima linea assieme ai figli di Paolo, Alex ed Ester – porta avanti una tradizione iniziata nella prima metà del Novecento con il matrimonio fra il conte Alberto Piccolomini d’Aragona ed Elda Ciacci e proseguita nel 1985 con Giuseppe Bianchini, fattore della Tenuta che ottenne la proprietà in eredità con l’estinguersi del casato. Origini nobili mantenute fedelmente nel nome da un’azienda che, a livello produttivo, segue ancora il solco tracciato da nonno Giuseppe, cui va il merito di aver saputo guardare in prospettiva incrementando qualità e volumi di produzione dei vini e aprendo la strada all’export e alla valorizzazione del “brand Montalcino” in tutto il mondo.

Una realtà che attualmente vede le nuove generazioni giocare un ruolo fondamentale, come sottolinea Paolo Bianchini, che proprio nei giovani vignaioli del Consorzio vede “una squadra capace di fare la differenza rispetto alla precedente generazione in termini di scambio di idee, fonte di crescita importante per la denominazione”.

Grazie anche ai punteggi ottenuti dalle guide internazionali, su un totale di circa 300mila bottiglie la cantina destina all’estero il 70% della produzione, trovando il suo mercato principale negli Stati Uniti (45-50%), seguiti da Asia, Giappone, Cina e Brasile. I consumatori italiani assorbono invece il 15-20% della produzione, affidato alla distribuzione del Gruppo Meregalli.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Rosso di Montalcino 2019

Uvaggio: sangiovese in purezza
Vinificazione: invecchiato 6 mesi in botti di legno grandi e affinato 6 mesi in bottiglia

Di un bel rosso lucente, ha naso pulito con note di frutta rossa matura e una leggera speziatura che evolvono verso sentori ematici. In bocca è fresco, con un calore importante e un tannino morbido che accompagnano una sensazione di frutto durevole e ben presente. Le uve di questo vino provengono da vigneti esposti a sud a un’altitudine di circa 300 metri, interessati tanto dall’influenza del monte Amiata quanto delle brezze marine. Dettaglio che si riflette anche nel sorso, dove si percepisce l’effetto di un clima più caldo.

Rosso di Montalcino “Rossofonte” 2018

Uvaggio: sangiovese in purezza.
Vinificazione: cru di rosso realizzato con i grappoli migliori. Invecchiato un anno in botti di rovere di Slavonia e affinato 8 mesi in bottiglia.

Di colore rosso rubino, ha naso pulito e più balsamico, con accenni di sentori terziari e note di ciliegia matura accompagnate da una piacevole sensazione aranciata. Al palato, una bella freschezza e un tannino presente e levigato accompagnano una struttura importante, contrassegnata da una presenza alcolica vigorosa e da un finale lungo e persistente.

Brunello di Montalcino 2016

Uvaggio: sangiovese in purezza
Vinificazione: invecchiato oltre 2 anni in botti di rovere di Slavonia e affinato oltre 8 mesi in bottiglia

Di colore rosso rubino tendente al granato, al naso presenta un frutto maturo e acidulo, con note di marasca e sentori che, via via, lasciano spazio al tabacco e a sensazioni lievemente ematiche. Il sorso è morbido, sostenuto da un’importante spalla acida, con un tannino dolce e levigato che anticipa una chiusura lunga in cui riemergono delle gradevoli sensazioni agrumate.

Brunello di Montalcino Pianrosso 2016

Uvaggio: sangiovese in purezza
Vinificazione: invecchiato 3 anni in botti di rovere di Slavonia e affinato oltre 8 mesi in bottiglia

Di colore rosso rubino tendente al granato. Al naso è molto equilibrato e rivela una balsamicità sorretta da sentori di frutta rossa matura che si intervallano a rimandi ora più speziati, ora più floreali. Al sorso è caldo e ampio. La freschezza si completa con un bel frutto maturo – in piena corrispondenza con il naso – e una vena sapida che si apre in bocca accompagnando verso un finale lungo e balsamico, che invita a un nuovo sorso.

Brunello di Montalcino 2014

Uvaggio: sangiovese in purezza
Vinificazione: invecchiato per circa un anno in botti di rovere di Slavonia

Rosso rubino, ha un naso fresco che si traduce in note di frutta rossa integra e matura, con sensazioni dolci e di cacao che si accompagnano a rimandi terrosi e di humus. Il palato è più austero, con una buona freschezza e un tannino morbido che introduce a sensazioni di sandalo e tabacco e a una gradevole sapidità sul finale.

Brunello di Montalcino Vigna di Pianrosso Riserva Santa Caterina d’Oro 2015

Uvaggio: sangiovese in purezza
Vinificazione: invecchiato per oltre 3 anni in botti di rovere di Slavonia e affinato in bottiglia per più di un anno

Il colore rosso rubino tendente al granato anticipa un naso complesso e intenso, con note di frutti rossi maturi che si armonizzano con un complesso olfattivo che va dalla viola mammola alla balsamicità tipica della macchia mediterranea; dalle sensazioni di spezie a note di humus, tabacco e cuoio, che lasciano spazio a sentori ematici. In bocca è armonico, con tannini ben pronunciati ma morbidi e una freschezza tagliente. Un sorso strutturato, sostenuto da una trama tannica morbida e godibile, con un calore vigoroso ma del tutto piacevole.

28 • 05 • 2021
Montalcino news

Le due annate da sogno continuano a conquistare la critica enoica internazionale. Ad elogiare l’accoppiata 2015 e 2016 stavolta è il prestigioso Wine Spectator, che aveva già incoronato un Brunello di Montalcino 2015, Le Lucére di San Filippo, come miglior vino italiano e terzo al mondo (nella Top 100 della più influente rivista di settore al mondo, alla n. 16, era entrato anche il Brunello di Montalcino 2015 di Caprili) e aveva giudicato “sensazionali” gli assaggi di Brunello di Montalcino 2016 a cura del senior editor Bruce Sanderson pubblicati su “Insider Weekly” dello scorso marzo. Nel numero di giugno dell’influente rivista Usa viene dedicato ampio spazio alla denominazione di Montalcino, inserita sia tra i vini “altamente raccomandati” che più hanno impressionato (il Brunello di Montalcino 2016 de Le Chiuse e il Brunello di Montalcino 2016 di Poggio Landi) sia tra i vini da collezione (il Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Castello Romitorio, il Brunello di Montalcino 2016 Le Lucére di San Filippo e il Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Uccelliera).

Wine Spectator stila poi due classifiche dedicate alle due diverse annate. In cima alla graduatoria relativa al Brunello di Montalcino Riserva 2015 conquistano 98 punti le etichette di Castello Romitorio, Talenti e Uccelliera, mentre al primo posto in quella relativa al Brunello di Montalcino 2016, sempre a 98 punti, c’è un poker di nomi. Si tratta de Le Chiuse, Le Ragnaie, San Filippo e Talenti. In questa seconda classifica sono presenti anche i vini d’annata ma tardivi, che le aziende immettono nel mercato un anno dopo rispetto alla normale uscita. Si tratta del Brunello di Montalcino Cerretalto 2015 di Casanova di Neri, del Brunello di Montalcino Tenuta Greppo 2015 di Biondi Santi, del Brunello di Montalcino Vigna Nastagio 2015 di Col d’Orcia e del Brunello di Montalcino Ugolaia 2015 di Lisini.

I migliori assaggi di Brunello di Montalcino Riserva 2015

98 punti

Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Castello Romitorio
Brunello di Montalcino Pian di Conte Riserva 2015 di Talenti
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Uccelliera

97 punti

Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Altesino
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Baricci
Brunello di Montalcino AdAlberto Riserva 2015 di Caprili
Brunello di Montalcino Gualto Riserva 2015 di Camigliano
Brunello di Montalcino Vigna di Pian Rosso Santa Caterina d’Oro Riserva 2015 di Ciacci Piccolomini d’Aragona
Brunello di Montalcino Riserva 2015 di Padelletti
Brunello di Montalcino Le Lucére Riserva 2015 di San Filippo
Brunello di Montalcino Madonna del Piano Riserva 2015 di Valdicava

27 • 05 • 2021
Club oenologique
A former professional cyclist for the Colnago team, Paolo Bianchini is now the co-owner of Ciacci Piccolomini d’Aragona in Montalcino – which came to be the family wine estate in a twist of fortune. Here he talks regrets, Robin Hood, and how cycling is still his number one
WORDS BY ADAM LECHMERE 
 

There can be few more extraordinary stories than that of the Bianchini family. In the 1980s, Giuseppe Bianchini was estate manager at the lovely Montalcino estate of Ciacci Piccolomini d'Aragona. The owner was the countess Elda Ciacci, widow of count Alberto Piccolomini d’Aragona, a direct descendant of Pope Pius II.

The countess died without heirs in 1985 and the Bianchini family heard the news that was to change their lives and the lives of their children – and grandchildren – forever. She had left her entire estate to Giuseppe, his wife Anna, son Paolo and daughter Lucia.

“It was a shock,” said Paolo Bianchini, now 60 and owner of Ciacci Piccolomini d’Aragona with his sister Lucia. “This wasn’t a simple gift but something huge. It was already a great property in Montalcino – but it was also a worry because of the size of the challenge. It was a big change for him and the family.”

The Bianchinis found themselves owners of a 220-hectare estate in the south-east of Montalcino, close to the medieval village of Castelnuovo dell’Abate and with the Orcia river to the south. The Ciacci family had bought it in 1877, but its palazzo dates back to the 17th century.

While the contessa had dreams of producing great wines (she had written, “Giuseppe knows exactly what I want and he has the philosophy to produce a great-quality winery”), there were only five hectares of vines. Giuseppe began planting in earnest for the rest of the decade, and the first vintage of Brunello he released was the 1990.

There are now 55 hectares of vines and 40 hectares of olive groves. Ciacci Piccolomini d’Aragona produces three Brunello di Montalcino including the Riserva Santa Caterina d’Oro, two Rosso di Montalcino, three other wines and olive oils. The Brunellos are highly regarded, regularly garnering the highest scores from international and Italian wine critics.

While inheriting the estate was a shock for his father, it made the sports-obsessed 25-year-old Paolo examine his priorities. When the news came, he was juggling his twin passions of football and cycling, trying to decide whether to go professional or not. “I was very young and I was not sure I wanted to be part of a team. I tried for a while to be part of a football team but it wasn’t for me.”

He joined his father at the winery in 1985 but couldn’t shake off the cycling bug and went professional with the Colnago team in 1990, working in the winery when he wasn’t competing. Then came the next bombshell: Giuseppe was diagnosed with cancer in 2002 and Paolo left cycling for good a year later. His father died in 2004. “Not a day goes by when I don’t think about him,” Paolo says below. “I wish I could have spent more time with him.”

He dedicated himself to the winery, but cycling is his “passion”, Bianchini says. He owns some 40 bikes and reckons his Pinarello and his Colnago the most expensive items he’s ever bought. One room of the winery is a cycling museum with a permanent exhibition of historic bikes – and this year they have dedicated a limited release of their 2016 Brunello di Montalcino to the Giro d'Italia, for the Montalcino stage that took place earlier this month.

For all the fairy-tale nature of the story, there is nothing fanciful about Bianchini’s attitude towards Ciacci Piccolomini d’Aragona. He is fully cognisant of the fact that his estate is a mere newcomer compared to the likes of Biondi-Santi, which he considers a giant of the region.

The winery is still very young. We have a lot of work to do here for the next 20 or 30 years. One day my children might decide to expand to new terroirs, but before we do that we have to be 100% sure we are doing the right thing in Montalcino.”

What was your childhood ambition?

It may sound trite, but I always wanted to be who I am. When I was a child I dreamed of working and living in the countryside – it made me feel free, and today I feel the same.

What do you know now that you wished you’d known when you were 21?

That time and age work things out. When I was young, I had no patience at all – now I understand that things can be very different with a bit more patience and time.

What exercise do you do?

I ride my bike a lot, and I love running near my vineyards with my dog Rio (a very naughty Jack Russell).

What is the character trait you most wish you could change in yourself?

I wish I was less sensitive.

What is the most expensive thing you’ve ever bought (aside from property)?

A bike! It’s my passion. I own more than 40 bicycles – my favourites are my Pinarello and my Colnago. The most I ever spent on a bike? €16,000 (£13,800).

If you could live anywhere, where would it be and why?

The place where I live, very close to the estate in a little village called Castelnuovo dell’Abate (with a population of less than 200), is the most amazing place in the world. It’s a magical and peaceful place, and I would honestly choose to live here.

If you could do any other job what would it be and why?

I would be a policeman. It’s a profession that has always charmed me – I’d like everyone to follow the rules.

What luxury item would you take with you to a desert island?

I’d like to take my father’s watch. Failing that, one bottle of my Brunello di Montalcino. It’s the perfect companion for everywhere you go.

What haven’t you yet achieved that you want to?

My wish is to have more time to spend with my loved ones.

If you were king of the world, what’s the first law you would enact?

I would lower taxes for less fortunate people and raise taxes for richer people.

Who would you invite to your fantasy dinner party?

My icons since I was a child: Sandro Pertini [the seventh president of Italy, 1978 to 1985], actors Sophia Loren and Roberto Benigni, and Diabolik [the legendary cartoon master thief who robs from the rich to give to the poor].

What’s your secret talent?

I haven’t discovered it yet.

What’s your guilty pleasure?

Millefoglie cream cake. It is also the much-loved cake of choice for special events in my family – maybe that’s the reason why I never get tired of it.

When were you happiest?

When my children Alex (31), Ester (28) and Massimo (11) were born.

Who do you most admire?

Francesco Moser, the Italian former professional road bike racer. He is also a great winemaker [the Francesco Moser winery is in Trentino]. He’s a simple and honest man, and we share the same passions – wine and bikes.

Which words or phrases do you most overuse?

“Drive safely”, to my children.

What’s your greatest regret?

That my father passed away in February 2004, before our new cellar was completed at the beginning of 2005. I wish I could have spent more time with him. I am sure he would be very happy to see how the winery has grown up and developed. Not a day goes by where I don’t think about him.

What time do you go to bed?

10pm, more or less. I usually wake up very early.

What album, boxset or podcast would you listen to on a night in alone on the sofa?

I love Italian music. It depends on my mood, but I usually love to listen to pop music. I love Biagio Antonacci, Ligabue and Zucchero.

What’s your favourite thing in your wardrobe?

My tailor-made electric-blue suit, from Sartoria Toscana in Arezzo.

What’s your favourite restaurant?

I love meat, and my favourite dish is Fiorentina steak (with a good glass of Brunello di Montalcino). I usually go to local, very simple family restaurants, where I know that the meat is excellent. I like places where I feel at home. Two of my favourites are Il Pozzo at Sant’Angelo in Colle, and AmorDivino at Asciano.

19 • 05 • 2021
La Gazzetta dello Sport
19 • 05 • 2021
La Gazzetta dello Sport
13 • 05 • 2021
Wine News

Limited edition di Ciacci Piccolomini d’Aragona per la “Brunello Wine Stage”, che promette spettacolo sulle leggendarie strade bianche (19 maggio)

Una limited edition di sole 1.000 bottiglie del Brunello di Montalcino 2016, già da collezione perché espressione di un’annata grandissima, tra le migliori di sempre, e ora anche perché “vestito” con un’etichetta dedicata ad un’icona: la maglia rosa, introdotta nel 1931 da Armando Cougnet, giornalista sportivo de “La Gazzetta dello Sport” ideatrice del Giro d’Italia, e che compie 90 anni come simbolo di quella passione e di quei sacrifici che accomunano le imprese del ciclismo alla produzione di vino. A firmarla è Ciacci Piccolomini d’Aragona, tra le cantine più blasonate, aspettando una delle tappe più attese del Giro d’Italia 2021 dedicata al vino italiano, con arrivo in uno dei suoi territori più famosi: la “Brunello di Montalcino Wine Stage”, la tappa n. 11 Perugia-Montalcino, 162 km di cui 35 sulle leggendarie strade bianche tra i vigneti di Brunello che promettono spettacolo.
Un ritorno non solo della corsa rosa sugli sterrati di Montalcino, ma anche del Brunello in “maglia rosa” con un’etichetta speciale autorizzata da Rcs-Gazzetta dello Sport: nel 2010, per festeggiare l’arrivo della tappa n. 7 Carrara-Montalcino, rimasta negli annali del Giro proprio per la bellezza delle strade bianche, il Brunello della griffe aveva già “indossato” la storica maglia, nel segno della passione di Paolo Bianchini, campione italiano di ciclismo e grande esperto, che, con la sorella Lucia Bianchini, guida la Ciacci Piccolomini d’Aragona, dove un originalissimo “Museo della bicicletta” custodisce autentici cimeli e rarità, tra maglie rosa, gialle e dei campioni del mondo e le loro storiche biciclette, da Francesco Moser a Francesco Casagrande, da Michele Scarponi a Mario Cipollini, da Maurizio Fondriest a Franco Bitossi, da Gianni Bugno ad Ernesto Colnago.
Una nuova limited edition da collezione “a grande richiesta dei nostri numerosi eno-appassionati che sono anche amanti del grande ciclismo”, spiega Bianchini.

13 • 05 • 2021
Montalcino news

Una bottiglia speciale per un evento speciale. Ciacci Piccolomini d’Aragona, una delle griffe più prestigiose del Brunello di Montalcino, in occasione della Brunello Wine Stage - tappa n.11 del Giro d’Italia (19 maggio) firmata da Rcs in partnership con il Consorzio del vino Brunello di Montalcino e il Comune di Montalcino - veste di “rosa” il Brunello di Montalcino 2016, annata che la critica enoica internazionale ha premiato e valutato tra le migliori di sempre. Esattamente come 11 anni fa (quando la “corsa rosa”, era il 2010, concluse una tappa “storica” a Montalcino) l’azienda guidata da Paolo e Lucia Bianchini ha deciso di celebrare l’evento con il suo Brunello che per l’occasione veste un look speciale, con con un’etichetta ad hoc, autorizzata da Rcs - Gazzetta dello Sport, in “limited edition” (1.000 bottiglie) e disponibile sullo shop online di Ciacci Piccolomini d’Aragona.

Ma non finisce qui perché martedì 18 maggio, il giorno antecedente l’arrivo del Giro d’Italia tra le vigne dove nasce il Brunello di Montalcino, alle ore 19, Ciacci Piccolomini d’Aragona sarà in diretta Instagram dal suo profilo ufficiale con alcuni protagonisti del Giro per brindare al grande evento. Saranno presenti Daniele Bennati, oggi opinionista Rai ed ex ciclista su strada, professionista fino al 2019, tra i più titolati velocisti italiani. Ma anche Daniel Oss, della squadra “Bora-Hansgrohe”, specialista delle “classiche”, professionista dal 2009 e spalla al Giro di uno dei campioni più celebrati degli ultimi anni, Peter Sagan. Il “tris d’assi” è completato da Alberto Bettiol, ciclista toscano del team “EF Education-Nippo”, professionista dal 2014, ultimo italiano a vincere nel 2019 il prestigioso Giro delle Fiandre. Paolo Bianchini, proprietario di Ciacci Piccolomini d’Aragona ed ex ciclista, incontrerà i campioni ed amici per questa chiaccherata virtuale sulla tappa imminente e per un brindisi di augurio con una bottiglia speciale: il Brunello di Montalcino 2016 Docg Ciacci Piccolomini d’Aragona, Limited Edition Brunello di Montalcino Wine Stage, vestito di “rosa” in occasione del passaggio del Giro d’Italia a Montalcino. Una delle tappe più attese incontra uno dei vini più amati. La diretta Instragram dal profilo @ciaccipiccolominidaragona andrà in onda martedì 18 maggio alle ore 19.

15 • 04 • 2021
Montalcino news

Questa è una storia di artigianalità, passione, ciclismo d’altri tempi con un filo conduttore sullo sfondo: Montalcino. Perché questo non è solo un territorio dove le bici a pedali trovano il proprio habitat ideale, tra strade bianche, panorami mozzafiato, altimetrie che stimolano imprese e gesti eroici indelebili. C’è tutto questo, è vero, ma ci sono anche personaggi diventati a loro modo dei simboli e che hanno scritto una pagina di storia locale. Uno di questi è Armando Bovini, pioniere del ciclismo a Montalcino, corridore di uno sport che non era certo quello di oggi. Bovini, nato nel 1927, si è appassionato alla bicicletta e alle competizioni ammirando il grande Primo Volpi, campione “adottato” da Torrenieri e uno capace di entrare nella top ten del Giro d’Italia, di vincere il Giro d’Europa e di battere in volata al Giro delle Asturie, a quasi 40 anni, uno dei più straordinari artisti della bicicletta di tutti i tempi: Charly Gaul. Bovini ha fatto un’altra carriera, lui era immancabile nelle gare locali, perché una volta tutte le domeniche c’era una corsa nei paesi. Bovini è nato a Montalcino, all’inizio gareggiava con una bici di 18 chili, una cosa impensabile con i mezzi ultra-leggeri di oggi, ma fino all’ultima goccia di energia non la dava vinta alla fatica. Si trasferisce a Firenze, compra una bici Legnano nel 1961, continua a correre. E lo farà per sempre, perché finita l’adrenalina agonistica Bovini non poteva di certo rinunciare alla sua passeggiata tra i pedali.

Ne ha viste tante quella bicicletta, non poteva finire nel dimenticatoio. Ed ecco che oggi ha trovato il posto dove merita, nel museo della bicicletta di Paolo Bianchini, gioiello di cimeli e rarità che si trova a Ciacci Piccolomini d’Aragona, la prestigiosa griffe del Brunello di proprietà della famiglia Bianchini. Insieme alle maglie rosa e gialle, a quelle dei campioni del mondo, alle biciclette delle grandi firme adesso c’è anche quella di colui che è stato uno degli interpreti più importanti e genuini di questo sport a livello locale. La Legnano di Bovini è tornata splendida come un tempo grazie alle mani di Sergio Pinarello, un cognome che ha fatto la storia del ciclismo. Pinarello vive a Torrenieri ed è stato un ciclista a livello giovanile ed un dirigente sportivo. Questo mondo, nonostante ora si occupi di altro, non lo ha mai abbandonato e la sua abilità a soffiare nuova vita a bici già in pensione ed a rischio estinzione, è da artigiano puro, di quelli con le mani d’oro. Custodisce anche un gioiello rimesso a posto personalmente, la bicicletta di un mito, quella di Gino Bartali. Così ha fatto anche con la bici di Bovini, riconducibile ai primi anni ’50, che poi ha deciso di donare a Paolo Bianchini in quel museo bellissimo dove starà in buona compagnia.

“Questa bici - spiega Pinarello - mi fu data nel 2005 da Armando Bovini, detto “Bissi”, con queste parole: “Sergio, prendi questo cancello e portalo via. Rimettila in funzione, altrimenti la sua fine sarà quella di finire nel ferraccio”. Ho impiegato due anni per la sua ricostruzione, cercando di rimanere il più possibile fedele all’originale”. Missione compiuta tanto che la compagna fedele del “Bissi” ha partecipato con Pinarello all’Eroica con tanto di iscrizione nel Registro delle biciclette eroiche. “Bovini abitava a Firenze - continua Pinarello - faceva il fornaio, e con questa bici tornava a Montalcino. Quando mi disse di prenderla non ci pensai due volte, la caricai nel furgone e mi misi subito a lavoro: c’era molto da fare e sono orgoglioso di esserci riuscito. Porta con sé un ricordo di tanta fatica e amore per questo sport, Armando una volta mi raccontò che correva mangiando solo due fette di pane con una di mortadella e poi, finita la gara, doveva tornare indietro, sempre in bici. Immaginiamo che fame aveva… Era un altro ciclismo, Bovini e un montalcinese Docg, donarla a Paolo credo sia il modo migliore per ricordarlo”. Senza dubbio, non c’è posto più adatto del museo di Ciacci Piccolomini d’Aragona per custodire un pezzo di storia del ciclismo. “Oltre che una bellissima bicicletta - spiega Paolo Bianchini - è un ricordo importante di uno dei primi ciclisti montalcinesi. Ringrazio Pinarello, siamo molto amici: è stato lui a darmi le prime dritte sul mondo del ciclismo”. Bovini, da lassù, sarà orgoglioso di Sergio e di Paolo. E quando tra meno di un mese la maglia rosa (il 19 maggio, giorno in cui tra l’altro ricorre l’anniversario della scomparsa di questo amato ciclista) arriverà a Montalcino, Bovini sicuramente sorriderà, applaudendo i campioni di oggi che continuano a scrivere la storia di uno sport meraviglioso.

08 • 04 • 2021
Montalcino news

Gianni Morandi ha festeggiato il ritorno a casa con il Brunello di Montalcino. Appena dimesso dall’ospedale di Cesena, dove era ricoverato dall’11 marzo dopo le ustioni riportate a mani e gambe a seguito di un incidente domestico in giardino, il cantante bolognese ha scritto sul suo seguitissimo profilo Instagram (che conta 1,2 milioni di follower) “non bevevo un bicchiere di vino da un mese”,  immortalando il post con una foto scattata da sua moglie Anna Dan in cui alza un calice di vino, accompagnato da una bottiglia di Brunello di Montalcino Pianrosso 2015 di Ciacci Piccolomini d’Aragona. Tra i tantissimi commenti anche quelli di personaggi famosi e colleghi come Nek e Jovanotti, che tempo fa, rispondendo su Instagram al profilo del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, definì il Brunello “patrimonio dell’umanità”.

Foto credit: profilo Instagram di Gianni Morandi

08 • 03 • 2021
Montalcino news

Loro sono i campioni della Ineos Grenadiers, fortissima squadra di ciclismo, in mezzo c’è Paolo Bianchini, proprietario insieme alla sorella Lucia dell’azienda di Brunello Ciacci Piccolomini d’Aragona, che mostra fiero ed orgoglioso la maglia gialla vinta al Tour de France 2019 da Egan Bernal, lo straordinario scalatore colombiano che sabato ha concluso al terzo posto le Strade Bianche. Bianchini, che ha un rapporto forte e di lunga data con il mondo del ciclismo, aveva ricevuto il prezioso cimelio pochi mesi fa. Come spiegò alla Montalcinonews, “abbiamo un amico in comune che durante la prima tappa del Tour de France di quest’anno ha incontrato Bernal che si è mostrato incuriosito dal mio museo. Sono riuscito ad avere la sua maglia con una dedica e la promessa che un giorno verrà a trovarmi”. La squadra, che era ospite a Monteriggioni ed oggi è ripartita in vista della Tirreno Adriatico, ha provato gli ultimi 75 km della tappa del Giro d’Italia con arrivo a Montalcino e Bianchini ha colto l’occasione per incontrarla a Torrenieri e farsi autografare la maglia da Bernal. Ottenendo anche una promessa: “gli piacerebbe portarmi anche la maglia rosa…”. Appuntamento al Museo della Bicicletta di Ciacci Piccolomini d’Aragona tra qualche mese? Chissà…

02 • 03 • 2021

One of the things I shared with my first section editor on The Sunday Times many moons ago was a love of a good rags-to-riches story. The rise of the Bianchini family at Ciacci Piccolomini d’Aragona in Brunello di Montalcino would have been perfect. It isn’t quite rags to riches, but it’s a heart-warming story and all the more so because of the quality of the wines. Their style is notably elegant, which is something owner and winemaker Paolo Bianchini says he strives for, but they retain persuasive Brunello intensity and power.

Situated in the warm south east of Montalcino, close to Castelnuovo dell’Abate and the Abbey of Sant’Antimo, the estate dates back to the 17th century with a palazzo built in 1672 by Fabius de’ Vecchis, Bishop of Montalcino and Abbot of Sant’Antimo. It was bought by the Ciacci family in 1877, but the story of the wine doesn’t start until 1985, and the current owners, brother and sister Paolo and Lucia Bianchini, are only second-generation wine producers. In fact Paolo nearly wasn't: he used to be a professional cyclist on the Colnago team. He gave it up to take over the family wine business, but is still a keen amateur and founder of the cycling club Brunello Bike Asd, which raises money for charity.

 

In 1985 the estate was owned by Elda Ciacci, widow of the late count Alberto Piccolomini d’Aragona (a direct descendant of Enea Silvio Piccolomini, Pope Pius II). Her farm manager of 13 years was Giuseppe Bianchini, father of Paolo and Lucia. He had always wanted to plant vineyards and produce quality Brunello but the contessa wasn’t interested and the estate made wine only for its own and a little local consumption.

Giuseppe Bianchini got his opportunity after Elda Ciacci died in 1985. Soon afterwards he learned that, in the absence of heirs, she had left the entire property to him, elevating him overnight to a large-scale landowner and the resident, with his wife Anna and their children, of a historic palazzo. Not exactly from rags but certainly to riches.

When Giuseppe died in 2004, leaving Ciacci Piccolomini d’Aragona to his two children, he had established it as a respected wine estate. Paolo has continued his father’s winemaking philosophy of quality over quantity and his son Alex is now working in the winery learning to become “our future winemaker”. Joint owner Lucia heads administration and accounting and lives close to the modern wine cellar in nearby Molinello, while Paolo lives with his family and mother in the Palazzo.

Today the 220-hectare estate, which benefits from the temperature-moderating effect of the Orcia river lying to the south east, has 55.5ha of vineyard, of which 53ha are planted with the large-berried, thick-skinned Sangiovese Grosso. The other 2.5ha are planted with Merlot, Cabernet and Syrah for two Sant’Antimo DOC wines and a Sangiovese-based Toscana Rosso blend. The rest of the estate is given over to rolling hills, woods, pasture and 40ha of olive groves.

The soils are galestro (typically Tuscan, rocky, schist-based clay) with iron-rich, marly red soil in the aptly named Pianrosso vineyard, which third generation Alex Bianchini says, “gives good minerality”. The 11.69ha vineyard lies at 240–360m, has the oldest vines (20–35 years) and is the source of the estate’s top Brunellos: the single-vineyard Pianrosso Brunello, produced in most but not all years since 1990; the Brunello Riserva, produced in 10 vintages from 1995 to 2015 and expected to be made in 2016 and 2019; and the Vigna di Pianrosso Riserva Santa Caterina d’Oro, also produced in 10 vintages from 1995–2015.

The top Brunellos are aged in the palazzo’s historic cellars. The others are matured in the Molinello winery, where all the wines are vinified. They’re fermented in stainless steel and glass-lined concrete and aged traditionally in large, Slavonian oak casks ranging in size up to 75hl and all are then matured in bottle for at least eight months. Paolo Vagaggini is the consultant oenologist.

Food suggestions are possibly superfluous, but it’s worth pointing out that the elegant, silky style lends itself to lighter food – as you can see from the menu served at lunch at IT, London – as well as to more typical Brunello pairings with roast meat, game, casseroles, meat ragùs, mushrooms and aged cheeses. Vegetarians and vegans are well accomodated.

TASTINGS

Tasted February 2021 on Zoom with Alex Bianchini

Brunello di Montalcino 2016, Ciacci Piccolomini d’Aragona

Aged in large, 20–75hl, Slavonian oak for 24 months, then 8 months in bottle.

Very perfumed with earthy, wood-forest sweetness, lovely bright fruit and gentle wafts of incense, sandalwood, baking spices and chocolate. A palate of pebble-smooth, silky tannins and appetising clarity, definition and presence. Sweet red fruit, smooth dark chocolate and spice cake with a cherry-kernel and fresh orange zest twist. Beautifully balanced and drinkable now, but will evolve over at least the next 10–15 years. 95+

Brunello di Montalcino Pianrosso 2016, Ciacci Piccolomini d’Aragona

Made only in the best vintages from a selection of grapes from the Pianrosso vineyard and aged for 36 months in 20–60hl Slavonian oak, then at least 8 months in bottle.

More intense, more floral aromas and a greater concentration and richness of fruit, both black and red, on the palate. Cedar-sweet intensity, spice and a suggestion of iron minerality. Even silkier, more polished tannins than the straight Brunello. Very long, very impressive. Already drinkable but still a youngster. 2022–2036. 97

Tasted February 2020 with Paolo Bianchini at a lunch organised by Ciacci Piccolomini d'Aragona's importer Mentzendorff

Rosso di Montalcino 2015, Ciacci Piccolomini d’Aragona

Open, inviting nose. Floral, black fruit, cherry and clove aromas. Elegant, silky, palate – more so than the average Rosso – with lively freshness, refined, cherryish fruit and delicate cedary spice all playing out in a harmony of sweet and savoury notes. 91

Brunello di Montalcino 2015, Ciacci Piccolomini d’Aragona

Deep, rich, concentrated, yet elegant, with violets, wild blackberries, woodsmoke and cocoa notes, melt-in-the-mouth but long-lasting tannins and a fine spine of acidity. Lovely sweet and savoury interplay. Extraordinary how drinkable it is (February 2020), but there’s no doubt that it has 10-15 years ahead. 95

Brunello di Montalcino 2010, Ciacci Piccolomini d’Aragona

A darker, less floral nose; black fruit and dried fruit sweetness with deep, savoury, beef stock and forest-floor notes. Fine-grained tannins, but firmer and marginally less silky than the 2015. Gives the impression of slightly higher acidity too. Becomes sweeter and sweeter in the glass. Now to 2025. 94

Brunello di Montalcino Pianrosso 2015, Ciacci Piccolomini d’Aragona

Slightly deeper colour than the straight Brunello 2015 and more intense on nose and palate. Black cherry fruit with a lick of orange zest, cake spices, mocha, dark chocolate, roast game, fern and pine-needle and delicate whorls of woodsmoke and vanilla. Persistent, but exceptionally fine-textured tannins alongside the freshness of fine-tuned acidity. Very refined and drinkable already, but has the concentration and balance to repay long cellaring. Now to 2035. 96/7

Brunello di Montalcino Pianrosso 2010, Ciacci Piccolomini d’Aragona

Deep garnet/quarry-tile red. Spicy sweet aromas and flavours of kirsch cherries, liquorice, violets, balsamic notes and clove. Layered, rich and powerful with cedary, spicy intensity but a lightness of touch and fine-textured length. Now to 2030. 95/96.

by Joanna Simon
 
26 • 02 • 2021
Montalcino news

La “tappa del Brunello” è una di quelle più attese dell’edizione n.104 del Giro d’Italia. Dopo la presentazione di mercoledì, i media italiani (e non) hanno dato ampio e giusto spazio alla “Brunello Wine Stage”, l’unica tappa dedicata al vino, la sola che si conclude in Toscana e che omaggia uno dei più grandi simboli del Made in Italy nel mondo: il Brunello di Montalcino. Partenza da Perugia, toccata e fuga in Valdichiana e poi via sui pedali in Valdorcia con circa 75 km di tragitto all’interno del territorio comunale di Montalcino tra strade bianche, vigneti, colline, salite e discese. Una tappa da “tenere d’occhio” e che promette grandi emozioni, pronta ad essere “preda ambita” dai grandi campioni della bicicletta. Abbiamo contattato Paolo Bianchini, proprietario con la sorella Lucia di una delle realtà produttive più importanti del territorio: l’azienda Ciacci Piccolomini d’Aragona. Bianchini è stato anche un corridore e l’ambiente del ciclismo lo conosce alla perfezione. Il suo museo dedicato alla bicicletta è un piccolo gioiello di ricordi e di aneddoti ma anche lo spazio perfetto in cui ospitare gli amici ciclisti con cui Paolo è rimasto in contatto. Che tappa sarà? “Bella, impegnativa, piena di “trabocchetti”. Secondo me può fare la differenza come una delle grandi tappe di montagna. Gli uomini di classifica - spiega Bianchini – dovranno correrla nelle posizioni di testa, gli sterrati ti costringono a stare davanti per mantenere una buona visibilità. Chi vedo favorito? Si tratta di una tappa che richiede una grande abilità nel guidare la bicicletta, ci vuole tecnica come accade per classiche come la Parigi-Roubaix o il Giro delle Fiandre. Se saranno nelle loro migliori condizioni fisiche può essere una gara per ciclisti come Sagan o Nibali”.

La “Brunello Wine Stage”, soprattutto quando si entra nel finale, e quindi nel territorio di Montalcino, ha una varietà importante di strade e di altimetrie. Questo è garanzia di spettacolo ma anche di potenziali sorprese. “In un tracciato così - continua Bianchini - si può fare la differenza anche in un’ottica di classifica generale. La prima scrematura potrà esserci nel tratto da Torrenieri a Buonconvento che sarà percorso ad alta velocità, già lì potrà esserci battaglia. Una svolta decisiva la prevedo a Castiglion del Bosco e non trascurerei nemmeno il tratto di Sesta con pendenze del 7-11%. Il finale, da Tavernelle a Montalcino, sarà pirotecnico: vincerà chi avrà le gambe migliori. Il Comune di Montalcino viene attraversato tutto come se fosse un anello, i vigneti saranno belli in quel periodo, prevedo uno spettacolo bellissimo. Speriamo che la pandemia ce lo faccia godere a pieno anche con la presenza di pubblico. Una leggenda di questo sport come Moser ha detto di fare attenzione alla tappa di Montalcino, d’altronde le strade bianche permettono di fare selezione anche in pianura. Ci tengo a ringraziare l’amministrazione comunale di Montalcino e il Consorzio del Brunello, sarà un giorno memorabile”.

29 • 01 • 2021
James Suckling

In 2020 we tasted and rated nearly 18,000 wines at JamesSuckling.com, and published our Top 100 reports (in general and by region) as well as a Top 100 Value Wines of 2020 report. These reports used various factors to determine the wines selected and their ranking, only one of which is their score. Here we also publish the wines tasted over 2020, based purely on their scores of 99 or 100 points.

There are 133 wines in this list, 52 of which scored 100 points, and 81 of which scored 99. James and the team use a formula whenever they rate a wine, based on color, aromas, body structure and overall impression. But when evaluating wines of this quality, subjectivity is also a big factor. James recently explained how his 40 years of experience can also impact his ratings, especially when you discover a truly great wine that you want to share. The video below shows James explaining this in one of our recent videos from the LG Signature interview series.

This list of wines shows what a remarkable year it was for Germany. With 46 of the wines listed here, they have more than double the number of 99- and 100-point wines of the next-placed country, Italy, which has 21. That’s primarily due to the superlative performance from riesling producers in the 2019 vintage, which Contributing Editor Stuart Pigott said was probably the best ever vintage for Germany in his September report. It also means there are roughly the same number of red wines and non-red wines in this list.

Australia also significantly over-performed compared to past years, racking up 20 99- and 100-point wines having never broken double figures before. Meanwhile popular regions such as France and the United States had fewer 99- and 100-point wines than usual. But much of this data must be taken in the context of what we tasted. For instance, the vast majority of our French tastings this year were for the en primeur wines from the 2019 vintage, and we have not included barrel scores in this report. And this year we didn’t travel to Europe of course, so nearly all the wines were tasted in Hong Kong meaning we rated slightly fewer wines from Italy and France compared to last year. We also retasted some older wines that performed well and are included here.

Take a look at all our top-rated wines of 2020 below. Subscribers can access the scores and tasting notes by clicking a wine name.

The wines are listed by score and then in alphabetical order.

100 points
CIACCI PICCOLOMINI D'ARAGONA BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA DI PIANROSSO SANTA CATERINA D'ORO RISERVA 2015